Goldin prova a preparare una nuova mostra sugli impressionisti a Brescia. La politica dice no. Cosa ne pensate?

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Goldin prova a preparare una nuova mostra sugli impressionisti a Brescia. La politica dice no. Cosa ne pensate?

Messaggio Da Notaio il Dom 09 Ago 2015, 13:11

Ci risiamo, Marco Goldin prova a preparare una nuova mostra sugli Impressionisti per celebrare Linea d‘Ombra. Brescia però rifiuta il progetto nonostante le spese siano quasi tutte coperte da sponsor e visitatori (solo 400mila a carico del Comune).

Chi ha ragione secondo voi, Goldin che programma una mostra di sicuro successo, dove spesso possiamo vedere opere che arrivano da musei esteri e privati collezionisti, difficilmente visibili di persona,
o ha ragione chi come il Comune vuole un altro programma culturale, quasi sempre figlio dei progetti del niente incentrati sull'arte contemporanea e sulla valorizzazione del patrimonio locale, spesso figlio della politica clientelare che non produce alcuna attrazione turistica degna di eventi d'arte internazionale?

Eccovi l'articolo trovato in rete
IL GRANDE CANTIERE DI LINEA D’OMBRA. GLI IMPRESSIONISTI PER IL VENTENNALE
Lo avevamo lasciato lo scorso giugno con un lungo post su Facebook, in cui ringraziava il suo pubblico e comunicava l’inizio di una pausa rigenerativa. Marco Goldin salutava così, al termine della mostra “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento”, i vent’anni di successi targati Linea d’Ombra, società  da lui fondata e diretta, leader nel confezionamento di mega mostre dalla vocazione smaccatamente popolare. Parole di gratitudine per il suo pubblico, uno snocciolare orgoglioso di numeri e di record, e poi l’annuncio di un temporaneo stop: Linea d’Ombra sarebbe tornata nel 2016, con una nuova, colossale, misteriosa mostra. Un regalo di compleanno a se stessa e ai visitatori.
Ed ecco arrivare oggi qualche novità. Secondo quanto riportato dall’edizione bresciana del Corriere, Goldin starebbe lavorando su uno dei suoi evergreen, un asso nella manica  dal consenso assicurato: la famosa mostra del ventennale sarà un (ennesimo) omaggio agli Impressionisti. I numeri: 300-350mila visitatori stimati, 150 opere (con diversi capolavori), 5,3 milioni di budget (di cui 1,3 solo per le assicurazioni) e una copertura da parte degli sponsor per  4,9 milioni. I restanti 400mila a carico del Comune ospitante. Goldin avrebbe proposto il progetto a diverse città e istituzioni, tra cui anche Brescia per il suo Museo di Santa Giulia. Durata complessiva 5 mesi, durante i quali si pensava di affiancare all’evento un’altra esposizione – stavolta curata da Brescia Musei – dedicata alla pittura lombarda fiorita nel periodo impressionista.

BRESCIA DICE NO. PORTE CHIUSE PER MARCO GOLDIN
L’esito della proposta? Negativo. Nonostante la quasi totale copertura dei costi da parte dei privati e i successo in biglietteria praticamente garantito, la mostra non si farà. Non a Brescia. Così avrebbe deciso il sindaco Emilio Del Bono. E a esporre le motivazioni è stata il vicesindaco e Assessore alla Cultura Laura Castelletti: “Quando ho preso in mano Brescia musei dopo i disastri precedenti di Artematica, abbiamo scelto una strategia culturale diversa, che punta a valorizzare il patrimonio, a far crescere in modo costante i visitatori dei musei bresciani per stabilizzarli entro tre anni a 230-250mila, senza i picchi straordinari garantiti dalle mostre di Goldin, seguiti però da cadute precipitose”.
Insomma, stando alla ricostruzione del Corriere, il problema starebbe nelle “risorse”, che “non sono più quelle di una volta”, e nel timore di una politica culturale fatta di costosissimi spot nazionalpopolari e di scarsa continuità. Come dire: meglio spalmare 400mila euro in percorsi di valorizzazione del patrimonio e in progetti piccoli da mettere a sistema, che non in un unico mega evento, per altro importato da una grande fabbrica sforna-kolossal. Questa, parrebbe, la direzione scelta dalla giunta a guida Pd.
E dunque, quali i progetti in cantiere per Brescia Musei? Ancora in fase di sviluppo, assicura Castelletti, ma da settembre se ne comincerà a parlare. Unica certezza, al momento: Linea d’Ombra non ci sarà. La stagione d’oro (2004-2009), in cui Goldin piazzava a Brescia un’infilata di mostre storiche (da Van Gogh a Mondrian, passando per Gauguin e Turner), è definitivamente tramontata. Altri tempi, altre economie, ma soprattutto altri sindaci e altre giunte (ai tempi era in carica il giornalista e docente Paolo Corsini). Anche questa è politica.


Io personalmente non ho dubbi su chi ha ragione.
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