56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

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56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Sab 22 Nov 2014, 00:02

Iniziamo a fare il punto sulla prossima Biennale di Venezia prevista dal 9 maggio al 22 novembre 2015.

Okwui Enwezor sarà il Direttore del Settore Arti Visive, con lo specifico incarico di curare la 56.ma esposizione Internazionale d’Arte.
Nato in Nigeria nel 1963, Okwui Enwezor è curatore, critico d’arte, giornalista e scrittore; dal 2011 è Direttore della Haus der Kunst di Monaco di Baviera. È stato Direttore Artistico della 2. Johannesburg Biennale in Sudafrica (1996-1998), di documenta 11 a Kassel in Germania (1998–2002), della Bienal Internacional de Arte Contemporáneo di Siviglia in Spagna (2005-2007), della 7. Gwangju Biennale in Sud Corea (2008) e della Triennal d’Art Contemporaine di Parigi al Palais de Tokyo (2012). I suoi campi di interesse spaziano dal mondo delle mostre internazionali ai musei, dall’università all'editoria. Nel 1994 ha fondato “NKA: Journal of Contemporary African Art” edito da Duke University Press. È autore di numerosi saggi e libri tra cui ricordiamo Archive Fever: Uses of the Document in Contemporary Art (2008).



Sarà Vincenzo Trione il curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2015. Una nomina ricca di polemiche.
Vi posto due articoli che lo riguardano.

Questo è l'articolo dove Trione parla di come intende valorizzare l'arte italiana
http://www.artribune.com/2014/11/sara-vincenzo-trione-il-curatore-del-padiglione-italia-alla-biennale-di-venezia-2015-il-mio-approccio-valorizzare-lidentita-italiana-riscoprire-il-codice-italia/


In quest'altro articolo invece le polemiche sulla sua nomina. E non è l'articolo più polemico su di lui.
http://www.artribune.com/2014/11/i-quattro-motivi-per-cui-la-nomina-di-vincenzo-trione-e-ridicola-a-prescindere-da-trione/

Insomma sarà la solita Biennale ricca di tante polemiche e siamo solo all'inizio, figuriamoci quando sarà reso noto l'elenco degli italiani invitati al padiglione Italia.

Di questo e tanto altro parleremo in questo post.
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on dos trione

Messaggio Da Ospite il Sab 22 Nov 2014, 08:19



al curatore italico faccio i complimenti e un in bocca al lupo, a fine biennale un posto da chirichetto nn glielo toglie nessuno Very Happy

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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Sab 22 Nov 2014, 09:47

Bravo Max hai postato il video dell'intervista fatta a Trione in occasione della mostra Roma del 2013. Dalle sue parole si capisce subito che sarà dura vedere pittura e ritengo impossibile vedere bellezza. In attesa di capire quanto sia anacronistico questo modo di fare (l'Italia è solo paese al mondo dove il ministro nomina il curatore del padiglione nazionale con gli scarsi risultati che tutti conosciamo) avremo modo di postare di tutto anche perché altri paesi hanno già scelto i loro artisti da esporre.
Sono in attesa di conoscere i nostri ventenni.....
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Ospite il Sab 22 Nov 2014, 10:10

nell'indecisione sponsorizzo il carrozziere del vaticano, se vedi come tira a lucido la papamobile rimani di stucco Very Happy

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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Sab 22 Nov 2014, 10:28

Le installazioni sono ormai superate, occorre che i ventenni  riprendano a fare pittura e scultura seria,  incomincino a studiare la tecnica senza quelle inutili provocazioni ormai figlie del tempo passato, che hanno ridotto l'Italia ad essere un mercato inferiore all'1% del mercato mondiale.
Se nel nostro bel paese milioni di turisti vengono a visitare la nostra arte lo fanno grazie a chi come Caravaggio  o Canova ha lasciato un segno della sua bravura,  della sua bellezza e della sua esistenza.
Chi viene in Italia non viene a vedere Pivi o Pennone per fare due nomi a caso. Ma quanto ci vuole a capirlo?
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Ospite il Sab 22 Nov 2014, 11:06

fantastico, un paese con la cultura millenaria che scimmiotta nartro paese dove l'unica cosa che si ricorda è l'olocausto dei nativi   clown

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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Giuseppe77 il Sab 22 Nov 2014, 15:07

Ratzinger II ha scritto:fantastico, un paese con la cultura millenaria che scimmiotta nartro paese dove l'unica cosa che si ricorda è l'olocausto dei nativi   clown

noi purtroppo siamo provinciali fino al midollo.
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Biennale di Venezia, i 15 italiani del padiglione "Codice Italia"

Messaggio Da Notaio il Sab 28 Mar 2015, 01:04

Sono stati scelti gli artisti italiani che saranno esposti nel padiglione Codice Italia.
Eccovi i 15 nomi, più ombre che luci.

Alis/Filliol: Andrea Respino (Mondovì, 1976) e Davide Gennarino (Pinerolo, 1979), vivono e lavorano a Torino; Andrea Aquilanti (Roma, 1960), vive e lavora a Roma; Francesco Barocco (Susa, 1972), vive e lavora a Torino; Vanessa Beecroft (Genova, 1969), vive e lavora a Los Angeles (Usa); Antonio Biasiucci (Dragoni, 1961), vive e lavora a Napoli; Giuseppe Caccavale (Afragola, 1960), vive e lavora tra Parigi e Bari; Paolo Gioli (Sarzano di Rovigo, 1942), vive e lavora a Lendinara; Jannis Kounellis (Pireo, Grecia, 1936), vive e lavora a Roma; Nino Longobardi (Napoli, 1953), vive e lavora a Napoli; Marzia Migliora (Alessandria, 1972), vive e lavora a Torino (Italia); Luca Monterastelli (Forlimpopoli, 1983), vive e lavora a Forlimpopoli; Mimmo Paladino (Paduli, 1948), vive e lavora tra Paduli, Roma e Milano; Claudio Parmiggiani (Luzzara, 1943), vive e lavora tra Bologna e Torrechiara; Nicola Samorì (Forlì, 1977), vive e lavora a Bagnacavallo; Aldo Tambellini (Syracuse, Usa, 1930), vive e lavora a Cambridge (MA).

Eccovi l'articolo tratto dal giornale dell'arte.

Le scelte del curatore del Padiglione Italia Vincenzo Trione puntano su artisti che «interrogano vestigia lontane»: da Alis/Filliol a Mimmo Paladino, dalla Beecroft a Parmiggiani, a Longobardi, Migliora e Kounellis.

Venezia. Antologico per quanto riguarda le generazioni rappresentate; ecumenico per le tendenze documentate; e vagamente «archeologico» (e a tratti malinconico), considerata la comune propensione dei 15 artisti invitati allo sguardi retrospettivo: questo è il Padiglione Italia concepito per la prossima Biennale di Venezia dal curatore Vincenzo Trione, incentrato, spiega, su «artisti che interrogano vestigia lontane», per «offrire un retroterra alle loro avventure linguistiche» e così «rimodulare cifre che sono già state create, fino a renderle irriconoscibili». È in questa «extasy of influence», per dirla con lo scrittore e saggista Jonathan Lethem, che secondo il curatore va ricercato il «Codice Italia» (questo il titolo della mostra) che sarà messo in scena nel padiglione alle Tese delle Vergini all’Arsenale, dotato quest’anno di mille metri quadrati in più all’esterno. Ecco allora il richiamo alla storia nelle opere di Kounellis, le tracce del passato così spesso evocate da Parmiggiani, il mito cui si appella Paladino, il rapporto con il mondo antico ricercato in certe opere recenti della ripescata Vanessa Beecroft, le stratificazioni e le lacerazioni dei dipinti-palinsesto di Nicola Samorì o nelle tecniche miste di Andrea Aquilanti, le tecniche antiche recuperate da Giuseppe Caccavale, il canale di comunicazione tra storia dell’arte e contemporaneità aperto da Francesco Barocco nelle sue composite installazioni e la volontà di «restare» scultori del duo Alis/Filliol e di Luca Monterastelli, che con i suoi 31 anni è il più giovane del gruppo. Non solo per l’eclettismo dei singoli, come Marzia Migliora, domina l’ecumenismo per quanto riguarda le tecniche, inclusa la fotografia (Biasiucci e Gioli). Una mostra «da biennale», a Venezia come a Gwangju, non può fare a meno dell’outsider di turno, meglio se dotato delle stigmate del grande vecchio: Trione, oltre a recuperare un artista un po’ messo in disparte dopo i fasti degli anni Ottanta come Nino Longobardi, è andato a cercarlo negli Stati Uniti, riportando in Italia Aldo Tambellini, ottantaquattrenne pioniere della Video art. Ciascun artista sarà anche chiamato a un’operazione «auto archeologica», creando «un’installazione nella quale vengano raccolti frammenti dissonanti di echi impliciti sottesi alla loro ricerca», ovvero una personale Wunderkammer dedicata warburghianamente ai materiali visivi che ispirano la propria opera. Il Ministero dei Beni culturali finanzia la mostra con 400mila euro, più un «bonus» di 150mila euro in occasione dell’Expo Milano 2015. Di suo, il curatore è riuscito a ottenere sponsorizzazioni per 126mila euro.
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da gianabo il Sab 28 Mar 2015, 09:43

Se escludo alcune opere di Mimmo Paladino, a tutti loro forse preferisco Marisa Laurito e Romina Power.
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da salvo il Sab 28 Mar 2015, 10:28

gianabo ha scritto:Se escludo alcune opere di Mimmo Paladino, a tutti loro forse preferisco Marisa Laurito e Romina Power.

io siccome sono un tipo giovanile dico fedez Very Happy Very Happy Very Happy
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da gerardo il Sab 28 Mar 2015, 11:47

Concordo con i due precedenti interventi.
Mi permetto solo di aggiungerne qualcuno:Romano Mussolini,Vincenzo Di Giorgio,Giorgio Moiso.
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Mar 31 Mar 2015, 00:38

Novità dalla Biennale.
Apertura anticipata al 9 maggio per la 56ma Biennale d'Arte diretta da Okwui Enwezor. Ottantanove partecipazioni nazionali, 136 artisti di 53 Paesi nella mostra al Padiglione centrale.

Venezia. Date anticipate rispetto alla tradizione per l’edizione numero 56 dell’Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo «All the World’s Futures», diretta quest’anno da Okwui Enwezor e organizzata dalla Fondazione Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. Dopo i giorni di inaugurazione previsti dal 6 all’8 maggio la Biennale d'Arte aprirà al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre.
Questi i numeri della prossima edizione comunicati dall'ente veneziano: sono 89 le partecipazioni nazionali previste negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico della città lagunare,  5 delle quali al loro debutto (Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico, Repubblica delle Seychelles), mentre altri Paesi ritornano alla Biennale dopo una lunga assenza: Ecuador (ultima volta nel 1966), Filippine (1964), Guatemala (1954).
Il Vaticano, dopo il debutto di due anni fa, parteciperà quest’anno attraverso una mostra allestita nelle Sale d’Armi, negli spazi che la Biennale ha restaurato di recente per essere destinati a padiglioni durevoli.
Il direttore Okwui Enwezor quest’anno curerà la rassegna «All the World’s Futures» che avrà sede sia al Padiglione Centrale dei Giardini) sia all’Arsenale, con esposizione di 136 artisti di 53 Paesi. Il Padiglione Italia all’Arsenale del Mibact sarà invece curato quest’anno dal docente e giornalista Vincenzo Trione. Sono 44 gli eventi collaterali ufficiali organizzati in vari luoghi della città.
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da federico il Mer 01 Apr 2015, 08:59

Faccenda millanta che Miniati è stato invitato alla Biennale...
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da salvo il Mer 01 Apr 2015, 14:05

federico ha scritto:Faccenda millanta che Miniati è stato invitato alla Biennale...

probabile sia presente in un padiglione straniero e non nel padiglione italia! Very Happy da verificare!
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Giuseppe77 il Mer 01 Apr 2015, 15:57

salvo ha scritto:
federico ha scritto:Faccenda millanta che Miniati è stato invitato alla Biennale...

probabile sia presente in un padiglione straniero e non nel padiglione italia! Very Happy da verificare!
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Mer 01 Apr 2015, 17:17

salvo ha scritto:
federico ha scritto:Faccenda millanta che Miniati è stato invitato alla Biennale...

probabile sia presente in un padiglione straniero e non nel padiglione italia! Very Happy da verificare!

Se non ho capito male è il Venezuela, forse è quello che chiedeva meno soldi perchè per esporre alla Biennale devi pagare e anche salato, mica esponi gratis.
Spese tante, resa niente.
Chiedere alla bonanima di Licata quasi 10 partecipazioni alla biennale.
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da gerardo il Mer 01 Apr 2015, 17:49

Potremmo inserirci anche Maccari,Turcato,Perilli,Corpora,Guidi,Brindisi,Finzi,Balsamo,ecc.ecc.
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Lun 11 Mag 2015, 15:53

Alla domanda:
Cosa ne pensa del padiglione Italia alla 56^ biennale di Venezia?

Paolo Levi ha risposto così:

Esula dalle mie abitudini commentare positivamente o negativamente un evento internazionale d’arte contemporanea se non sono stato presente come visitatore attento. Certo mi sono letto con attenzione i giornali di settore e la stampa quotidiana per farmi una minima idea di quale sia, in questo contesto, il Padiglione Italia. Se da una parte sono la persona meno adatta per dare un giudizio nei confronti della sperimentazione concettuale attuale di artisti ormai storicizzati, in quanto, come si sa, non sono un necrofilo che crede alla definitiva morte per omicidio della tradizione pittorica e plastica a livello tecnico, sono certo che non si può andare avanti in questo modo. Lo spettacolo delle solite italiche presenze è quanto mai significativo nella loro noiosità, ma il dramma in verità è che se la pittura e la scultura non hanno più niente da dire, come sostengono gli esegeti nietzschiani del nostro tempo, anche loro continuano a ripetere se stessi come un mantra. Non ci lamentiamo quindi se c’è crisi di nuove presenze, in quanto questi signori non lasciano spazio alle nuove generazioni di sperimentali. Le porte ai giovani avanguardisti sono completamente chiuse. La generazione sulla cresta dell’onda negli anni ’60 e ’70 dovrebbe essere rottamata per lasciare spazio alle giovani leve. Ma al mercato dà fastidio perché farebbero concorrenza ai loro coetanei presenti a livello internazionale mentre gli altri sono esclusi, dall’Arte Fiera di Basilea a Documenta di Kassel, dove i giochi sono fatti alle spalle dell’Italia. La cosa più vergognosa è che gli operatori di mercato fuori dal gruppo dei vari Kounellis, Paladino & Longobardi vorrebbero essere aiutati dal governo italiano a livello di spinte per raggiungere la promozione ma trovandosi le porte chiuse ovunque la situazione è questa: i rivoluzionari di ieri sono diventati gli accademici di oggi e attendiamo un 14 luglio che parta proprio dalla prossima biennale.

Come dargli torto?
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Mer 24 Giu 2015, 15:07

Questa foto è la terza di copertina dell'ultimo numero di arte Mondadori, dove viene pubblicato l'editoriale del direttore. Non mi interessa pubblicizzare chi realizza simili scemenze. Mi interessa farvi vedere cosa viene rappresentato in questa manifestazione.
Di certo non farò il viaggio a Venezia per vedere spazzatura del genere, che da quanto ho potuto vedere attraverso tante riviste d'arte, è  solo una briciola di quanto sono riusciti ad esporre facendo diventare la rassegna qualcosa di ridicolo.
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Lun 06 Lug 2015, 12:48

Toglietemi una curiosità.

Ma qualche amico o amica è andato a vedere questa biennale?

Magari con un biglietto omaggio.

Sarei interessato a sentire il parere di chi ha visto queste bellezze dal vivo.
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Messaggio Da gerardo il Lun 06 Lug 2015, 14:04

W Luigino tutta la vita!!!!
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Mar 07 Lug 2015, 00:17

Rispetto alla vergogna che ho potuto vedere nelle riviste di questi mesi, devo dire che anche Luigino mi sembra interessante..... Laughing
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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Ven 10 Lug 2015, 01:04

Inserisco il parere di un direttore di museo Fabio Cavallucci, che dirige il Pecci di Prato, riguardo alla considerazione sulla biennale e non solo.
Molto interessanti alcune sue considerazioni sullo stato dell'arte italiana.



Qualcuno continua a lamentarsi del fatto che Okwui Enwezor ha invitato solo quattro italiani su 136 artisti alla Biennale di Venezia 2015. Si è detto "Bisognava imporgli di presentarne un numero maggiore"… "Fosse stato in Germania, vedevi quanti tedeschi avrebbe messo in mostra"… "Dovevano costringerlo a visitare gli studi". Partendo dal presupposto che gli studi non si visitano più, perché ormai gli artisti si vedono su Internet, dovremmo riconoscere che Enwezor ci ha fatto un favore. Ha mostrato con chiarezza la reale credibilità dell'arte italiana sul piano internazionale. Una così ridotta partecipazione a casa propria, alla Biennale di Venezia, dove finora la presenza italiana era in qualche modo dopata, dovrebbe rendere evidente la gravità del problema anche a chi non se ne fosse accorto prima. A chi, ad esempio, non avesse tenuto d'occhio la presenza italiana nelle biennali internazionali degli ultimi due o tre anni: San Paolo, settembre 2014 (0), Gwangju, settembre 2014 (0), Manifesta, San Pietroburgo, giugno 2014 (0), Berlino, maggio 2014 (1), Sydney, marzo 2014 (1), Istanbul, settembre 2013 (0). Okwui Enwezor ha fatto di più, ha dato una ragione di questa assenza, ha detto che gli artisti italiani non sono in grado di rappresentare i tempi presenti.
Certo, la presenza alle Biennali non è l'unico rilevatore di valore. Si potrebbe parlare dei prezzi e delle aste. Se è vero che c'è un gruppo di artisti italiani degli anni Sessanta e Settanta che pare aver preso il volo per viaggiare sul mercato internazionale con battute ragguardevoli, l'ultima asta interamente di arte italiana curata da Francesco Bonami da Phillips a New York si è risolta in una solenne batosta. E comunque, è bene ricordarlo, qui ci riferiamo all'arte dei giorni nostri, non a quella in qualche grado storicizzata.
Proprio perché la situazione appare drammatica, è giunto il momento di parlarne apertamente, senza remore e senza falsi pudori. Se dovessimo individuare due linee di problematiche, direi che la prima riguarda l'arte in sé, i suoi contenuti. La seconda le strategie.
Quanto ai contenuti, dovremo ammetterlo: il livello dell'arte italiana è oggi inferiore a quello di altre nazioni. Se dovessimo comparare la qualità, la forza, la capacità di presentazione del lavoro di un giovane artista italiano e di un giovane — che so — polacco, in media il giovane polacco è di gran lunga superiore al nostro campione. Lo è per dedizione al lavoro, per capacità di fare scelte senza compromessi, per determinazione. Certo, non siamo alle Olimpiadi, e i valori non sono matematicamente comparabili, ma non a caso i polacchi, nelle biennali internazionali, di solito ci sono, al contrario degli italiani.
Ovviamente non si può pensare che ci siano delle ragioni genetiche, per cui gli italiani si siano rimbecilliti. Probabilmente abbiamo tanti buoni artisti potenziali oggi, quanti ne abbiamo avuti nel Rinascimento, anzi anche di più. Dunque, sono le condizioni che non consentono agli artisti di svilupparsi. Personalmente vedo almeno tre ragioni di ciò. La prima è la formazione. E non mi riferisco solo alle Accademie di Belle Arti, che certo hanno dei limiti fortissimi, soprattutto nel non fornire una conoscenza attuale, un po' come accade per tutta la scuola italiana che impartisce un insegnamento storicistico, svincolato dalla realtà esterna. Penso invece alla formazione nel suo complesso, ossia alla mancanza di luoghi di esercitazione e di confronto, di luoghi di sviluppo e produzione, come, ad esempio la Rijksakademie di Amsterdam. La seconda ragione è l'assenza di dibattito critico. Come può un giovane crescere bene in un paese dove non c'è alcuna discussione critica, dove non si dice mai se una mostra o un lavoro sono buoni o cattivi, dove, alla fine, gli elementi principali che consentono di sviluppare la propria carriera sono le relazioni, e non il merito? C'è poi un terzo elemento, poco visibile ai più, ma secondo me molto influente: l'autocensura. È un aspetto che emerge soprattutto nel confronto con altre nazioni, dove la libertà artistica e la separazione della politica dalla cultura sono fatti ormai scontati. In Italia, quando un artista comincia il proprio lavoro sa che la religione non si può discutere, il sesso nemmeno, la politica è meglio non toccarla... La strada da percorrere è davvero impervia e fitta di segnali di divieto e di pericolo, ormai introiettati a tal punto nella mente di artisti e curatori che nemmeno ce ne rendiamo conto.
Se poi dai contenuti artistici passiamo ad esaminare le strategie, ci accorgiamo che manca il benché minimo straccio di progettualità. I cosiddetti musei d'arte contemporanea — se questo è ancora un nome che si possa assegnare alle istituzioni italiane negli ultimi anni straziate dalla crisi — sembrano perlopiù raccoglitori di proposte altrui e altrimenti finanziate, piuttosto che organismi capaci di produrre ricerca e pensiero in direzioni chiare e sensate. L'AMACI, l'istituzione che li raccoglie, non è riuscita ad acquisire il giusto potere, tanto da incontrare di sfuggita il Ministro della Cultura una sola volta in quasi quindici anni. Nessuno pensa alla promozione degli artisti all'estero, dove, quando va bene, gli istituti di cultura credono che sia sufficiente fare delle mostricciattole di amici e conoscenti nelle loro sedi.
È chiaro che molti di questi problemi potrebbero trovare una soluzione a livello politico, e gli operatori da soli non bastano per risolverli. Però sarebbe giusto smetterla di accusare sempre gli altri delle cause, continuare con lunghi cahiers de doléances dove le colpe sono sempre solo delle istituzioni e del Governo. Possiamo cominciare a fare qualcosa anche da soli, a investigare i problemi, a immaginare soluzioni e strategie. È quanto cercheremo di fare a Prato dal 25 al 27 settembre 2015, dove partendo da tavoli di discussione proveremo a compattare il mondo dell'arte italiano attorno a una strategia generale. E dove tutti coloro che hanno voglia di dare un contributo sono invitati. (www.forumarte.it)

Fabio Cavallucci
Direttore del Centro per l'Arte contemporanea Luigi Pecci



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Re: 56^ Biennale di Venezia; 9 maggio - 22 novembre 2015.

Messaggio Da Notaio il Gio 26 Nov 2015, 00:16

Il 22 novembre si è chiusa la Biennale. Come sempre ci si domanda quanti soldi si saranno spesi per esserci stato tra eventi principali e collaterali.
Ma quanti si ricorderanno dei presenti?
Chi ha vinto la Biennale?

Questi i numeri e le considerazioni.
Oltre 500mila visitatori, dai conteggi presentati, ai quali vanno sommati i 24.065 presenti durante la vernice dei quali 2.500 paganti attraverso la Biennale Card: e che superano di molto i 475mila avuti nel 2013, facendo di questa curata da Okwui Enwezor la Biennale più vista di sempre.

http://www.artribune.com/wp-content/uploads/2015/11/I-numeri-della-Biennale-Arte-2015.pdf
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