L'Andy Warhol Foundation non autenticherà più le opere del maestro della Pop Art

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L'Andy Warhol Foundation non autenticherà più le opere del maestro della Pop Art

Messaggio Da Notaio il Mar 16 Feb 2016, 00:11

Per chi non lo sapesse, e magari avesse una sua opera, la fondazione del maestro della Pop Art, non autentica più le opere di Warhol, con estrema gioia di chi ha comprato le sue opere senza expertise.

Eccovi la notizia che risale alla fine del 2011.

Niente più autentiche per le opere di Andy Warhol, The Andy Warhol Foundation ha annunciato che scioglierà l'Andy Warhol Art Authentication Board nei primi mesi del 2012. La decisione è il frutto di una revisione strategica delle finalità principali della Fondazione: continuare a lavorare per pubblicare il catalogo ragionato dell'artista e sostenere l'attività benefica a favore delle arti e degli artisti. Gioele Wachs, presidente della Fondazione nata dopo la morte di Warhol nell'87, ha confermato a "The Art Newspaper" che la chiusura dell'Art Authentication Board si tradurrà in maggiori disponibilità finanziarie per le attività benefiche. "E' una questione di priorità secondo una missione di responsabilità verso Andy. I nostri soldi devono andare agli artisti, non agli avvocati" ha spiegato Wachs riferendosi alle somme astronomiche versate per spese legali in difesa delle decisioni controverse sulle richieste di autentiche dell'opera di Warhol.
Il Board era stato fortemente criticato l'anno scorso per aver speso quasi 7 milioni di dollari per difendersi da una causa intentata dalla collezionista Joe Simon-Whelan, che accusava il consiglio di "frenare e monopolizzare il commercio delle opere di Warhol". Simon-Whelan sosteneva che il Board aveva negato l'autenticità di un autoritratto del maestro della Pop Art del 1964 di sua proprietà, ampiamente accettato da altri esperti. Dopo tre anni di contenzioso il collezionista americano a ottobre ha abbandonato la causa. "Nessuno era più arrabbiato di noi per aver speso quei soldi" ha dichiarato il presidente Wachs: il Board, costituito dalla Fondazione Warhol nel 1995 costava circa 500mila dollari di gestione l'anno. Anche altre opere erano state contestate: nell'ottobre 2010 il Board bocciò oltre 100 scatole di legno etichettandole come "copie", nonostante la richiesta di Pontus Hulten (direttore e fondatore del Moderna Museet di Stoccolma) fosse fatta con un'autorizzazione di Warhol e pur avendo precedentemente stampato alcune opere della serie "Stockholm Type".
Ora i mercanti e i musei sono all'erta, venuta meno la missione della Fondazione Warhol ci si chiede chi tutelerà la reputazione e l'autenticità dell'arte del maestro Pop Art?
"Chiaramente, la fondazione ha raggiunto la conclusione che era troppo oneroso continuare il progetto di autenticazione" ha spiegato Peter Stern dello studio legale McLaughlin & Stern. La Fondazione continuerà a lavorare sul catalogo ragionato di Warhol: "che non ha finalità di mercato: ma vuole conservare l'eredità di Andy Warhol e sostenere borse di studio. Se il mercato intende utilizzare i certificati di autenticazione non può essere una nostra preoccupazione " ha dichiarato Wachs e ha aggiunto: "il catalogo ragionato ha una finalità pubblica e di completezza: è uno sforzo per studiare tutto il lavoro fatto da Andy, non solo le poche opere presentate per l'autenticazione".
I ricercatori accetteranno di verificare le opere da includere nel catalogo, ma lo faranno con i loro tempi, insomma. "Studieranno i lavori cronologicamente e probabilmente il progetto durerà 20 anni. Anche la spesa di un milione di dollari all'anno e siamo solo al quarto volume, è un impegno enorme. Si prevede che ci saranno almeno altri tre volumi per il 1970, quattro per il 1980, almeno uno per i disegni" ha spiegato Wachs. Ci sono più di 100mila opere di Warhol e solo 6mila sono passate attraverso il processo di autenticazione. "La gente ha messo troppa enfasi su quest'operazione e circa il 95% del lavoro di Andy è ancora fuori da studiare" ha concluso il presidente della Fondazione americana. Il lavoro di conoscenza, insomma, non può rispondere alle richieste e ai tempi del mercato.


Ma perchè uno compra un'opera d'arte oggi, di arte moderna e contemporanea, senza alcuna garanzia sull'autenticità dell'opera?

Questi 94mila e passa collezionisti secondo voi andando in asta dove chiedono garanzie e non chiacchere, che possibilità hanno di vendere queste opere?


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