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Musei San Domenico di Forlì "Ulisse. L’arte e il mito", dal 15 maggio fino al 31 ottobre 2020

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 Musei San Domenico di Forlì "Ulisse. L’arte e il mito", dal 15 maggio fino al 31 ottobre 2020  Empty Musei San Domenico di Forlì "Ulisse. L’arte e il mito", dal 15 maggio fino al 31 ottobre 2020

Messaggio Da Notaio il Dom 23 Ago 2020, 00:33

Una grande mostra dedicata al mito universale dell'eroe di Itaca è quella in corso di svolgimento a Forlì.

John W. Waterhouse
 Musei San Domenico di Forlì "Ulisse. L’arte e il mito", dal 15 maggio fino al 31 ottobre 2020  99973-10


Ulisse. L’arte e il mito ai Musei San Domenico di Forlì propone un viaggio inedito sulle tracce del leggendario Odisseo (alias Ulisse), attraverso capolavori di ogni tempo, dall’antichità al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal Naturalismo al Neo-Classicismo, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla Film Art contemporanea.

Il personaggio di Ulisse, l'eroe acheo narrato da Omero nell'Iliade e nell'Odissea, che affonda le sue origini nella mitologia greca, nei suoi tremila anni di storia è divenuto un archetipo universale, che oggi, come nel corso dei millenni, continua a rispecchiarsi nell'esistenza degli esseri umani, attraverso molteplici sfaccettature e reinterpretazioni in perenne evoluzione.


Mito che si è fatto storia e si è trasmutato in archetipo, idea, immagine. E che oggi, come nei millenni trascorsi, trova declinazioni, visuali, tagli di volta in volta diversi. Specchio delle ansie degli uomini e delle donne di ogni tempo.

La vasta ombra di Ulisse si è distesa sulla cultura d’Occidente. Dal Dante del XXVI Canto dell’Inferno allo Stanley Kubrick di 2001 - Odissea nello spazio, dal capitano Acab di Moby Dick alla Città degli Immortali di Borges, dal Tasso della Gerusalemme liberata alla Ulissiade di Leopold Bloom l’eroe del libro di Joyce che consuma il suo viaggio in un giorno, al Kafavis di Ritorno ad Itaca là dove spiega che il senso del viaggio non è l’approdo ma è il viaggio stesso, con i suoi incontri e le sue avventure.

John W. Waterhouse
 Musei San Domenico di Forlì "Ulisse. L’arte e il mito", dal 15 maggio fino al 31 ottobre 2020  99969-10

Il contributo dell’arte è stato decisivo nel trasformare il mito, nell’adattarlo, illustrarlo, interpretarlo continuamente in relazione al proprio tempo.

Un grande viaggio dell’arte, non solo nell’arte. Una grande storia che gli artisti hanno raccontato in meravigliose opere. La mostra racconta un itinerario senza precedenti, attraverso capolavori di ogni tempo: dall’antichità al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal naturalismo al neo-classicismo, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla Film Art contemporanea.

Sito ufficiale dell'evento:
https://www.mostraulisse.it/it/ulisse-l-arte-e-il-mito/

L’ARTE ISPIRATA A ULISSE

Di tanto in tanto nel percorso del San Domenico si accendono dei focus attorno a capolavori che fanno parte della nostra memoria collettiva, come il dialogo tra il calco di fine XVIII secolo del Laocoonte dei Vaticani e la copia realizzata da Vincenzo de’ Rossi nel 1570 o ancora, al piano superiore dove è dislocata l’arte moderna, una concentrazione di sirene (ancora loro), da quelle gioiose dell”800 all’amplesso fra Tritone e Nereide di Max Klinger, fino alla sirena preraffaellita con chioma ramata e coda scintillante di John William Waterhouse: come non incantarsi – noi, contemporanei! – davanti a quelle figure mute ma che, grazie alla raffinatezza con cui i loro autori le hanno dipinte, possono ancora far perdere il senno a chi le guarda?
Le opere sono tante, e ognuna di esse innesca rimandi, connessioni, suggestioni che da tremila anni percorrono la cultura occidentale. E nemmeno nel Novecento, il secolo della modernità e della tecnica, Ulisse viene meno al suo ruolo simbolico, trasformandosi in metafora delle inquietudini esistenziali e artistiche; si pensi al romanzo di Joyce, pubblicato nel 1922. In chiusura, nelle mostre di Forlì sempre a effetto, ci si trova di fronte a La Musa metafisica di Carlo Carrà, Le Muse inquietanti di Giorgio de Chirico, La Solitudine di Mario Sironi, Ulisse di Arturo Martini con le sue braccia protese al cielo, forse per rivolgersi agli dei e poi lui, quell’Odisseo di Sperlonga, copia romana di un originale ellenistico, il cui “sguardo che emerge potente dalle orbite incavate e la bocca socchiusa appaiono come un’invocazione tremendamente attuale verso un recupero del senso della vita in un momento in cui sembra irrimediabilmente smarrito”. Dopo questo lungo viaggio, al visitatore, raggiunta una sua personale Itaca in uno stato di stordimento ed esaltazione, non rimane che riallacciare i legami della sua vita quotidiana, senza mai dimenticare di “seguir virtute e canoscenza”.

Se non potete andare a vedere la mostra, ma volete vedere alcune delle bellissime opere esposte nella mostra (in particolare quelle di John W. Waterhouse), cliccate sui link sottostanti.

http://www.arte.it/foto/ulisse--l%E2%80%99arte-e-il-mito-1349

https://www.artribune.com/arti-visive/2020/05/mostra-ulisse-musei-san-domenico-forli/

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